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Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità: se non si gioca d'anticipo si perdono i vantaggi!

 
Oramai sanno tutti che il Codice della Strada punisce in maniera piuttosto severa chiunque guidi in stato di ebbrezza, così come sanno tutti che sono previste sanzioni che si fanno via via più pesanti al crescere del tasso alcolemico.
 
L'art. 186 del codice citato, infatti, prevede che chiunque guidi in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato, con le seguenti sanzioni (oltre alla decurtazione dei punti della patente previsti dalle tabelle di legge):
 
guida con tasso alcolemico tra 0,51 e 0,8 g/l
- sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 527 a euro 2.108;
- inoltre, all'accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
 
guida con tasso alcolemico tra 0,81 e 1,5 g/l
- ammenda da euro 800 a euro 3.200 e arresto fino a sei mesi;
- in questo caso, all'accertamento del reato consegue, in ogni caso, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
 
guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l
- ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e arresto da sei mesi ad un anno;  
- all'accertamento del reato consegue:
a) in ogni caso, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni;
b) la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea allo stesso reato (in tal caso viene raddoppiata la durata della sospensione della patente)
 
Caso di incidente provocato da conducente in stato di ebbrezza
Sempre l'art. 186 del Codice della Strada prevede che se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni sono raddoppiate, è prevista la sanzione accessoria della revoca della patente ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito.
 
Neopatentati e guidatori professionali
I minori di 21 anni, i “neopatentati” (ovvero coloro che hanno conseguito la patente da meno di tre anni) ed i c.d. guidatori professionali  non possono guidare dopo aver assunto sostanze alcoliche, in quanto il limite loro imposto è di zero grammi per litro.
La sanzione amministrativa prevista per tali soggetti in caso di guida in stato di ebbrezza accertata con tasso alcolemico inferiore a 0,5 g/l consiste nel pagamento di una somma che va da euro 163 a euro 658. 
In caso di tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l si applicano, invece, le sanzioni previste dal Codice della Strada aumentate in misura variabile.
 
Rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica del tasso alcolico
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento del tasso alcolico, il conducente si vede applicare le sanzioni più severe, cioè quelle previste per chi supera il limite di 1,5 g/l.. Consegue altresì la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo, salvo che lo stesso appartenga a persona estranea alla violazione. 
 
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Come riportato sopra, nella più grave delle ipotesi previste (escluso il caso di incidente stradale), ovvero di tasso alcolemico accertato in misura superiore ad 1,5 g/l, sono previsti un'ammenda da € 1.500 sino ad € 6.000, l'arresto da sei mesi ad un anno, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni, ed inoltre, la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato (salvo il caso in cui appartenga a persona estranea al reato, dove è raddoppiata la durata della sospensione della patente).
 
I provvedimenti di natura penale sono accompagnati dall'emanazione di un ulteriore provvedimento cautelare – non da parte del Giudice ma del Prefetto - col quale sono disposte la sospensione in via provvisoria della patente da uno a due anni ed il sequestro del veicolo finalizzato alla suddetta confisca.
 
Non tutti sanno, però, che una legge del 2010 (L. 120/2010), relativamente a tutti i casi di guida in stato di ebbrezza, ha introdotto (tramite l'art. 186, co. 9-bis del Codice della Strada) la possibilità di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con quella dei lavori socialmente utili di cui all'art. 54 d.lgs. 274/2000. Tale norma prevede che in caso di svolgimento positivo di detta attività, il giudice fissa un'apposita udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.
 
Ciò che qui interessa evidenziare è che, sebbene siano senz'altro notevoli i vantaggi garantiti da questa scelta, spesso nella prassi si corre il rischio che gli stessi vengano totalmente vanificati sia dall'inerzia dell'interessato sia dalle lungaggini burocratiche e giudiziali. 
 
E' evidente, infatti, che, se il Prefetto ha ordinato in via provvisoria la sospensione della patente per un anno ed il giudice penale dispone la riduzione alla metà del periodo stesso solo dopo che è già stata ormai scontata “in via provvisoria” l'intera pena, il vantaggio ottenuto diviene in concreto inutile.
Con ciò risultando vanificata la stessa portata della norma che prevede la possibilità del ricorso ai lavori di pubblica utilità. Per evitare questa evenienza è essenziale procedere ad un avvio immediato dei lavori, ove possibile persino anticipato rispetto a quanto previsto dalla lettera della norma (ad es. rivolgendosi al pubblico ministero già in fase di indagini preliminari).
 
Le vie percorribili per ottenere una rapida declaratoria di estinzione del reato sono differenti:
 
- una possibile opzione (forse la migliore pur se statisticamente rara) è quella in cui l'indagato, trovando immediatamente l'accordo con uno degli enti suddetti, riesca a portare a termine il programma in tempi così ristretti che il Gip, nell'udienza appositamente fissata, possa già pronunciare l'estinzione del reato;
 
- altra possibilità (intermedia e maggiormente diffusa) è quella di presentare richiesta di conversione della pena in lavori socialmente utili direttamente al Pubblico Ministero in modo tale che questi ne tenga conto in un'eventuale richiesta di Decreto Penale di condanna;
 
- una terza via possibile consiste nel concordare con il P.M e richiedere immediatamente al Gip il patteggiamento (art. 444 c.p.) con conversione della pena. In questo caso si dovrà presentare al Prefetto una contestuale istanza di revoca o di provvisoria sospensione del proprio provvedimento cautelare in attesa dell'esito positivo dei lavori di pubblica utilità e del conseguente provvedimento definitivo del Giudice Penale, anche per quanto riguarda la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.
 
Alla luce di quanto detto, il consiglio per chiunque dovesse trovarsi nella situazione in discorso è quello di rivolgersi il prima possibile ad un legale, in modo tale che questi lo possa tempestivamente indirizzare verso uno degli Enti di cui all'art. 186, co. 9-bis Cds consentendogli di concordare con questo un adeguato programma di lavori socialmente utili ed ottenere così tutti i vantaggi previsti dalla normativa.
 
Avv. Salvatore Cappai
 
 
 
 



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