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L'INAIL indennizza anche il c.d. "INFORTUNIO IN ITINERE"

La copertura dell'assicurazione obbligatoria INAIL si estende anche al c.d. “INFORTUNIO IN ITINERE”, ovvero l'infortunio subito dal lavoratore (assicurato) durante il normale percorso:

- di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro;

- che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti lavorativi;

- di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale.

 

Inoltre, la normativa che per la prima volta ha introdotto per via legislativa tale tutela (D.lgs. 38/2000) ha stabilito che l'assicurazione in esame opera altresì nel caso di utilizzo di un mezzo di trasporto privato, ma soltanto se tale utilizzo è necessitato.

 

Questa necessità sussiste (ad esempio) nel caso in cui:

- non esistano mezzi pubblici che colleghino il luogo di lavoro a quello di abitazione (incompatibilità tra orario di lavoro e passaggio degli stessi mezzi, con conseguente rilevante risparmio di tempo attraverso l'uso del mezzo privato; necessità di trasportare strumenti di lavoro; condizioni fisiche particolari);

- la distanza sia notevole per essere percorsa a piedi (es. distanza superiore ad un chilometro).

 

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CASI DI ESCLUSIONE DELL'INDENNIZZABILITA' DELL'INFORTUNIO IN ITINERE

 

In via generale la copertura INAIL non riguarderà i casi di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro, o, comunque, non necessitate, ovvero non dovute a causa di forza maggiore (es. chiusura strada), ad esigenze essenziali ed improrogabili (es. accompagnamento figli a scuola prima che inizi il lavoro) o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti (es. necessità di prestare soccorsi a terzi).

 

Invece, con riguardo allo specifico tema dell'utilizzo del mezzo privato nei percorsi sopra detti, restano esclusi dalla copertura INAIL gli infortuni direttamente causati dall'abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni.

Ancora, non vi sarà copertura nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.

 

 

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Ulteriori limiti all'operatività della copertura INAIL in caso di infortunio in itinere sono stati elaborati dalla giurisprudenza:

 

- non è ritenuto sufficiente che l'infortunio sia stato determinato dal concretizzarsi di un rischio soltanto generico (cioè gravante su tutti, lavoratori e non, in maniera uguale ed indiscriminata) connesso all'attività di spostamento, ma occorre un rischio specificamente collegato all'attività lavorativa (c.d. RISCHIO SPECIFICO); il che viene a verificarsi, ad esempio, nell'ipotesi in cui il lavoratore debba percorrere una strada particolarmente pericolosa.

 

- altra generalizzata causa di esclusione della tutela infortunistica è rappresentata dal configurarsi del c.d. RISCHIO ELETTIVO.

Secondo la definizione ormai consolidata nella giurisprudenza di merito e legittimità (cfr., ex multis, Cass. Civ. 22/02/2012, n. 2642) per rischio elettivo si intende “quello che, estraneo e non attinente alla attività lavorativa, sia dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella inerente alla attività lavorativa, ponendo così in essere una causa interruttiva di ogni nesso tra lavoro, rischio ed evento”.

 

Più specificamente, con detta locuzione si intende un comportamento contrario al buonsenso, adottato dal lavoratore, in conseguenza del quale si è verificato un infortunio sul lavoro.

Per la giurisprudenza di configura in caso di comportamenti:

- abnormi rispetto al fine lavorativo aziendale;

- non legati a necessità particolari certificate/certificabili o a cause di forza maggiore;

- posti in essere per mero esibizionismo;

- legati a scelte individuali voluttuarie.

 

Il rischio elettivo assunto dal lavoratore (sebbene sia facile la confusione) si differenzia da un generico comportamento colpevole dello stesso lavoratore, in quanto quest'ultimo (consistente in un atto volontario del lavoratore, posto in essere con imprudenza, negligenza o imperizia, ma comunque motivato da finalità produttive) – non essendo idoneo ad interrompere il nesso fra l'infortunio e l'attività lavorativa – non vale ad escludere l'operatività dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro (cfr. Cass. Civ. 18/05/2009 n. 11417).

 

Con specifico riferimento all'infortunio in itinere il rischio elettivo – sempre per la giurisprudenza - una valenza ben più ampia rispetto all'infortunio che si verifica nel corso dell'attività lavorativa vera e propria, in quanto comprenderebbe comportamenti del lavoratore infortunato anche contrari a norme di legge (violazione di norme fondamentali del Codice della Strada, guida senza patente, guida in stato di ebbrezza) o di comune prudenza, dovendosi escludere la rilevanza dei soli comportamenti abnormi che ricollegandosi ad una scelta del lavoratore di correre rischi estranei alla necessità di raggiungere il posto di lavoro, interrompono o escludono il nesso di occasionalità dell'infortunio con il rapporto di lavoro.

Sassari, 05/06/2017

Avv. Salvatore Cappai



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